Chi segue questo blog e ha letto C'era una volta Goldrake sa bene che il fenomeno Goldorak in Francia non fu soltanto un successo televisivo: fu una vera e propria guerra culturale, un caso nazionale dibattuto nei salotti, nelle scuole, in televisione e persino in sede istituzionale. Ebbene, esiste un documento che fotografa quel preciso momento storico con un'intensità straordinaria. Si tratta del numero 1695 di France Dimanche, uscito nella primavera del 1979, interamente dedicato a quello che il giornale stesso definisce "l'Affaire Goldorak".
Trovare questo numero in buono stato è già un'impresa. Trovarlo con il poster a colori originale ancora allegato in pagina 20 intatto, non strappato, non appeso da qualche bambino sulla parete della sua cameretta, è una rarità assoluta.
La Copertina: "I Genitori Si Ribellano"
La prima pagina è già di per sé un documento straordinario. Il grande disegno a colori di Goldorak grigio metallico, rosso fiamma e blu elettrico domina l'intera metà destra. È il robot nella sua versione più iconica, inconfondibile. Intorno a lui, il giornale costruisce il dibattito in tre blocchi precisi.
In alto a sinistra, una fotografia in bianco e nero mostra bambini di fronte a un Goldorak a grandezza naturale, scattata a Tokyo. La didascalia recita: "Il robot che affascina i bambini di tutto il mondo (qui a Tokyo) divide i genitori di Francia. Ma Antenne 2 ha deciso di continuare la serie" ("Le robot qui fascine les enfants du monde entier (ici à Tokyo) divise les parents de France. Mais Antenne 2 a décidé de continuer la série"). Già in questa sola frase è contenuto tutto il paradosso: un oggetto che il mondo intero ama, e che la Francia adulta non riesce a digerire.
Al centro sinistra, un titolo rosso a caratteri cubitali: "LES PARENTS SE RÉVOLTENT" ("I GENITORI SI RIBELLANO"). Sotto, la prima voce: Pierre Debuche, presentato come specialista dei divertimenti per l'infanzia, è "contro Goldorak" che "accusa di allontanare i bambini dalle realtà concrete" ("accuse d'éloigner les enfants des réalités concrètes"). La sua citazione campeggia in grassetto: "È pericoloso per i nostri figli" ("C'est dangereux pour nos enfants"). Accanto alla sua fotografia, una piccola targhetta rossa con la scritta "ACCUSE CET HOMME" ("ACCUSATE QUEST'UOMO"), un elemento grafico di straordinaria violenza comunicativa, quasi un avviso di garanzia appiccicato sul petto di un personaggio pubblico.
Subito sotto, la risposta: "No, non è cattivo per loro" ("Non ce n'est pas mauvais pour eux"), la "Riposte Françoise Dolto", la "Risposta di Françoise Dolto". La celebre psicanalista viene fotografata di tre quarti, con gli occhiali, aria riflessiva. Il testo esplicativo precisa: "Per la celebre psicanalista Françoise Dolto, i bambini sani e normali amano il robot giustiziere. Può essere un brutto segno se se ne allontanano" ("Pour la célèbre psychanalyste Françoise Dolto, les enfants sains et normaux aiment le robot justicier. Ce peut être mauvais signe s'ils s'en détournent"). Una posizione di una modernità disarmante: se un bambino non guarda Goldorak, forse c'è qualcosa che non va in lui!^^
In basso, una terza voce, quella dei genitori pratici: "TRASMETTETELO A UN'ALTRA ORA" ("PASSEZ-LE À UNE AUTRE HEURE"). Sotto questa scritta, una fotografia mostra bambini seduti in classe davanti a una televisione, e una seconda foto li ritrae in una sala cinematografica. La didascalia finale chiude il cerchio: "I genitori a Jacqueline Joubert: 'Non trasmettetelo più nell'ora dei compiti'" ("Les parents à Jacqueline Joubert: 'Ne le passez plus à l'heure des devoirs'"). Jacqueline Joubert, ricordiamolo, era la responsabile dei programmi per bambini di Antenne 2. In pratica l'omologa francese della nostra Paola de Benedetti su Rete 2.
Pagina Dieci. Il titolo principale è perentorio: "La T.V. a reçu plus de 70.000 LETTRES" — "La TV ha ricevuto più di 70.000 LETTERE".
L'articolo si apre con una fotografia di Jacques Canestrier, con la didascalia: "Jacques Canestrier, l'uomo che ha lanciato Goldorak in Francia" ("Jacques Canestrier, l'homme qui a lancé Goldorak en France"). In questo articolo non viene citato Bruno-René Huchez che con Canestrier (e Willemont) si contende il ruolo di protagonista per aver scoperto (e poi portato in Francia) Ufo Robot Grendizer dal Giappone.
L'articolo entra poi subito nel vivo: "È un vero e proprio vento di rivolta che si è levato tra i genitori degli scolari francesi contro il feuilleton 'Goldorak'. Antenne 2 ha ricevuto talmente tante lettere che chiedono la sua soppressione che la rete non ha ancora potuto contarle. Più di 70.000 in ogni caso, sia 'pro' sia 'contro'" ("C'est un véritable vent de révolte qui s'est levé chez les parents des écoliers français contre le feuilleton 'Goldorak'. Antenne 2 a reçu tellement de lettres demandant sa suppression que la chaîne n'a pas encore pu les comptabiliser. Plus de 70.000 en tout cas, soit 'pour' soit 'contre'").
70.000 lettere! Un numero mai visto prima per un programma per bambini in Francia.
Il testo continua: "Nel frattempo, la 'follia Goldorak' continua tra i bambini e non fa che crescere. Il robot Goldorak penetra in tutte le case sotto tutte le forme: poster, giocattoli, T-shirt, adesivi, ecc." ("En même temps, la 'folie Goldorak' continue chez les enfants et ne fait qu'augmenter. Le robot Goldorak pénètre dans tous les foyers sous toutes les formes: posters, jouets, T-shirts, autocollants, etc.").
Il giornale spiega poi come Goldorak passi normalmente alle 17.35 con un'audience del 70% di ascolto (in altri giornali si parla addirittura del 100%), mentre il programma che occupava quella fascia in precedenza non andava oltre il 36%. Un raddoppio degli ascolti che rende impossibile per Antenne 2 ignorare il fenomeno, qualunque cosa dicano i detrattori.
Segue la descrizione della trama: Goldorak è presentato come "un feuilleton animato di cinquantadue episodi che è partito un po' dappertutto in America".
"Goldorak" è innanzitutto un feuilleton televisivo in cartone animato di cinquantadue episodi che si svolge da qualche parte in America. (N.B, ricordiamo che in Francia la serie perde la sua connotazione "nipponica" come ho spiegato a fondo nel mio libro). Tutto va bene, fino al giorno in cui il "cattivo" Hydargos, capo del pianeta Vega, tenta di impadronirsi della nostra vecchia Terra. È allora che un giovane uomo simpatico, Actarus, si erge contro di lui. Ma Actarus non è il primo venuto: era un tempo il capo di un altro pianeta che è stato distrutto, precisamente da quelli di Vega e Hydargos. Per fortuna, quando si è rifugiato sulla Terra, ha portato con sé il suo robot Goldorak. ecc.
Un riassunto dettagliato, quasi enciclopedico per i lettori dell'epoca che magari non avevano mai visto la serie.
"Ma tutti questi combattimenti si svolgono senza che venga versata una goccia di sangue. Certo, si è fatto l'esperimento di proiettare nella realtà questo famoso feuilleton 'Goldorak'. In breve, proiettato il giorno dopo, i bambini ne parlavano in tutti gli angoli come di un film dell'orrore uscito dall'immaginario di uno sceneggiatore particolarmente inventivo" ("Mais tous ces combats se déroulent sans que soit versé une goutte de sang. Certes, on a fait l'expérience de projeter à la réalité ce fameux feuilleton 'Goldorak'. En bref, diffusé le lendemain, les enfants en parlaient dans tous les coins comme d'un film d'horreur sorti de l'imaginaire d'un scénariste particulièrement inventif").
Una canzone e un club. Il giornale dedica un riquadro a parte: "Non dimentichiamo il 'Club Goldorak', creato su insistenza del giornale che per lo stesso nome ha già ricevuto 15.000 lettere" ("N'oublions pas le 'Club Goldorak', créé à l'insistance du journal qui pour le même nom, a déjà reçu 15.000 lettres").
Nella colonna dedicata ai FORTUNES si dettaglia l'industria del giocattolo su licenza: la società Mattel ha commercializzato Goldorak e ha già venduto 200.000 pezzi. Un altro fabbricante ha acquistato i diritti da solo e ha anch'esso venduto 200.000 unità. Le case producono gadget sotto ogni forma... Il giornale Télé-Guide ha dedicato il suo numero 2 a Goldorak con una tiratura di 100.000 copie e una distribuzione stimata di 200.000 lettori. I giochi derivati includono carte (600.000 pezzi), giochi di costruzione, 18 milioni di pezzi di vario tipo e gadget venduti intorno ai 110 franchi a pezzo per le feste di fine anno.
Sul fronte cinema, il riquadro "IL PLEUVAIT!" ("PIOVEVA!") racconta che nel mese di maggio il primo film (episodi 1-7) era stato distribuito in alcune migliaia di sale, nonostante il tempo pessimo. Il risultato fu un trionfo.
Il titolo è una bomba: "vos enfants le verront jusqu'à Noël" ("i vostri figli lo vedranno fino a Natale"). In cima alla pagina, un'immagine di Goldorak con la didascalia: "In tutto, Goldorak apparirà in 74 episodi" ("En tout, Goldorak apparaîtra dans 74 épisodes").
Si riprende dalla descrizione del contesto di visione: "Oggi si parla ad Antenne 2 del 70% di ascolto, mentre in precedenza l'ascolto alla stessa ora era al massimo del 36%" ("Aujourd'hui, on parle à Antenne 2 de 70% d'écoute, alors qu'auparavant l'écoute à la même heure était au maximum de 36%").
Il giornale dà poi voce alla protesta organizzata: "Dei genitori scrivono ad Antenne 2 e alle riviste di televisione per protestare. Secondo alcuni di loro, il feuilleton raggiunge il 'colmo della violenza'. Altri lamentano che sia programmato a un'ora in cui i bambini dovrebbero fare i compiti e imparare le lezioni" ("Des parents écrivent à Antenne 2 et aux magazines de télévision pour protester. Selon certains d'entre eux, le feuilleton atteint le 'sommet de la violence'. D'autres déplorent qu'il soit programmé à une heure où les enfants devraient faire leurs devoirs et apprendre leurs leçons").
Il paragrafo successivo è di acutezza straordinaria: "Tornando a casa febbricitanti per il loro feuilleton, sono incapaci di mangiare, e dopo averlo visto non hanno più la testa al lavoro. Imitano Goldorak, mimano atteggiamenti spesso violenti" ("En rentrant féebrilement leur feuilleton, ils sont incapables d'écouter, et après l'avoir vu, n'ont plus la tête au travail. Ils imitent Goldorak, miment les attitudes souvent violentes").
Poi: "L'organismo 'Loisirs Jeunes' ha scritto un anno e mezzo fa al direttore di Antenne 2, Maurice Ulrich, per chiederne direttamente la soppressione" ("L'organisme 'Loisirs Jeunes' a écrit il y a un an et demi au directeur d'Antenne 2, Maurice Ulrich, pour demander carrément sa suppression"). La risposta della rete era stata di continuare a trasmettere. (P.S. trovate l'articolo di Loisirs Jeunes nel mio libro. Ho recuperato pure questo ^^).
Il pezzo centrale è dedicato al parere di M. Pierre Debuche, "animatore di 'Loisirs Jeunes', che da 25 anni si adopera per orientare i genitori su ciò che riguarda i divertimenti dei loro figli, e per indicare loro i divertimenti più proficui e intelligenti". Il suo ragionamento, riportato dal giornale, è il seguente: "Attualmente, i bambini scolarizzati hanno non meno di 16 ore di tempo libero alla settimana. Ragione di più per sorvegliare questo tempo libero. Ora, precisamente, Goldorak viene trasmesso a un'ora in cui generalmente i genitori sono assenti. Quindi non possono 'filtrare' le distrazioni dei loro figli" ("Actuellement, les enfants scolarisés n'ont pas moins de 16 heures de loisirs par semaine. Raison de plus pour surveiller ces loisirs. Or, précisément, Goldorak est diffusé à une heure où généralement les parents sont absents. Donc ils ne peuvent 'filtrer' les distractions de leurs enfants").
Debuche sviluppa poi la critica sul contenuto: "Nella storia stessa, c'è molta meno violenza che nei western o nei film di gangster. Ma sono le immagini stesse che si succedono con una grande violenza, al punto che a volte producono una vera tensione psichedelica che allontana i bambini dalle realtà concrete. E questo è molto grave, perché si è fatto l'esperimento di proiettare questo famoso feuilleton 'Goldorak' nella realtà. In breve, il giorno dopo la proiezione, i bambini ne parlavano in tutti gli angoli come di un film dell'orrore uscito dall'immaginario di uno sceneggiatore particolarmente inventivo" ("Dans l'histoire elle-même, il y a moins de violence que dans les westerns ou les films de gangsters. Mais ce sont les images elles-mêmes qui s'enchaînent avec une grande violence, au point que, parfois, elles produisent d'un véritable tension psychédélique qui éloigne les enfants des réalités concrètes. Et c'est très grave, car on a fait l'expérience de projeter à la réalité ce fameux feuilleton 'Goldorak'. En bref, diffusé le lendemain, les enfants en parlaient dans tous les coins comme d'un film d'horreur sorti de l'imaginaire d'un scénariste particulièrement inventif").
Conclusione di Debuche: "I bambini non devono essere così completamente tagliati fuori dalla realtà. Questo può essere molto pericoloso" ("Les enfants ne doivent pas être ainsi totalement coupés de la réalité. Cela peut être très dangereux").
Il giornale riporta poi una voce inaspettata che ribalta la prospettiva: "Del resto, alcune lettere ad Antenne 2 rivelano che molti giovani telespettatori credono duramente che Goldorak esista davvero. Gli obbediscono dunque. I loro disegni sono molto belli (soprattutto quando sono fatti a colori e a matita piuttosto che al pennarello). Gli chiedono il suo indirizzo e persino il suo numero di telefono. Uno gli ha persino inviato uno scenario" ("Par ailleurs, certaines lettres à Antenne 2 révèlent que beaucoup de jeunes téléspectateurs croient dur come per que Goldorak esiste vraiment. Ils lui obéissent donc. Leurs dessins sont très jolis (surtout quand ils sont faits à la peinture et au crayon plutôt qu'au feutre). Ils demandent son adresse et même son numéro de téléphone. L'un d'eux a même envoyé un scénario").
Il riquadro HUMAINS ("UMANI") — aggiunge una considerazione che capovolge il giudizio critico: "In realtà, gli eroi di 'Goldorak' sono molto più umani di Superman, per esempio, che non assomiglia mai a niente. Hanno paura, si arrendono. Hanno delle debolezze, ed è forse questo che li fa amare dai bambini che si riconoscono in loro" ("En fait, les héros de 'Goldorak' sont beaucoup plus humains que Superman, par exemple, qui ne ressemble jamais rien. Ils ont peur, ils se rendent. Ils ont des faiblesses, et c'est peut-être ce qui les fait aimer des enfants qui se reconnaissent en eux").
E poi: "Inoltre, quando si battono, è per delle buone cause: per difendere la Terra e, anche, per riconquistare il pianeta di Actarus" ("En outre, quand ils se battent, c'est pour de bonnes causes: pour défendre la Terre et, aussi, pour reconnaître la planète d'Actarus").
Il pezzo si chiude con la risposta di Françoise Dolto: "Bisogna credere che Goldorak interessi soprattutto i bambini che si possono chiamare sani e normali, perché tutti ne parlano, mentre al contrario i bambini nevrotici sono gli unici a non parlarmene mai" ("Il faut croire que Goldorak intéresse surtout les enfants qu'on peut appeler sains et normaux, car tous en parlent, alors qu'au contraire, les enfants névrosés sont les seuls à ne jamais m'en parler").
Abbiamo poi la risposta di Jacqueline Joubert di Antenne 2. Lei stessa era stata "ben costretta a riconoscere il suo successo, e soprattutto l'enorme riuscita di quelli che gli specialisti chiamano i 'diritti derivati', vale a dire i 'diritti' accordati per la fabbricazione dei giocattoli e dei gadget" ("bien obligée de reconnaître son succès, et, surtout, l'énorme réussite de ce que les spécialistes appellent les 'droits dérivés', c'est-à-dire les 'droits' accordés pour la fabrication des jouets et des gadgets").
Il box FAMILIER ("FAMILIARE") contiene la domanda provocatoria: "Allora degli spiriti seri cominciano a porsi la domanda: bisogna eliminare Goldorak?" ("Alors des esprits sérieux commencent à se poser la question: faut-il tuer Goldorak?"). Trovate la rivista francese che ha lanciato questo sondaggio provocatorio in questo post del blog.
La risposta è prudente: "Soltanto, non appena si è sparsa la voce a gennaio che Antenne 2 pensava di fermare la diffusione di Goldorak, una marea di lettere ha invaso la rete, proveniente sia da adulti che da bambini e genitori!" ("Seulement, dès que le bruit s'est répandu en janvier, qu'Antenne 2 songeait à arrêter la diffusion de Goldorak, une marée de lettres a déferlé sur la chaîne, provenant aussi bien d'adultes que d'enfants et de parents!"). Con la conclusione lapidaria: " Lasciateci Goldorak!" ("Laissez-nous Goldorak!").
Il punto di vista dello psicologo André Michelet, "specialista dei giocattoli e dei bambini", chiude l'articolo con la citazione più memorabile dell'intero numero: "Una cosa che non si può negare è che i bambini appassionati di Goldorak sono nati dopo che l'uomo è andato sulla Luna, nel 1969. Goldorak è il primo feuilleton che considera lo spazio come facente parte della nostra vita di tutti i giorni, e che ammette che la Terra non è più il centro dell'Universo. Goldorak illustra dunque perfettamente il mito di questo famoso robot di cui i nostri bambini sentono parlare tutti i giorni, del robot che non può agire senza l'intelligenza dell'uomo, ma che, in compenso, moltiplica la sua forza per dieci. Come ha detto un giovane telespettatore più evoluto degli altri: 'Goldorak è la Forza e Actarus è l'intelligenza'" ("Une chose à laquelle on ne peut nier, c'est que les enfants qui sont passionnés par Goldorak, sont nés après que l'homme fut allé sur la Lune, en 1969. Goldorak est le premier feuilleton qui considère le spatial comme faisant partie de notre vie de tous les jours, et qui admet que la Terre n'est plus le centre de l'Univers. Goldorak illustre donc parfaitement le mythe de ce fameux robot dont nos enfants entendent parler tous les jours, du robot qui ne peut agir sans l'intelligence de l'homme, mais qui, en revanche, multiplie sa force par dix. Comme l'a dit un jeune téléspectateur plus évolué que les autres: 'Goldorak, c'est la Force et Actarus, l'intelligence'").
La Quarta di Copertina Interna: "Un Poster a Colori di Goldorak"
L'ultimo documento è la quarta di copertina interna: una pagina quasi interamente occupata dall'annuncio del poster. A sinistra, il robot in versione disegnata in bianco e nero. A destra, il testo in grande: "Voir en page 20. UN POSTER EN COULEURS DE GOLDORAK" - "Vedi a pagina 20. UN POSTER A COLORI DI GOLDORAK", con il nome del robot scritto in rosso a caratteri cubitali. Semplice, diretto, efficacissimo.
Il poster in pagina 20 — a colori, formato grande, stampato in offset — era pensato per essere staccato e appeso. Il che spiega perché quasi nessun esemplare di questo numero circoli oggi con il poster ancora integro.
Cosa ci racconta questo numero oggi
Rileggere questi articoli nel 2026 fa un effetto preciso: ci si rende conto che il dibattito sul "Goldorak fa male ai bambini" era già, nel 1979, molto più sofisticato di quanto la vulgata storica lasci intendere. Non c'era soltanto chi urlava contro il robot. C'era chi come Dolto e Michelet metteva in fila argomenti di una pertinenza sorprendente. C'era chi, come Debuche, sollevava il problema reale dell'orario di programmazione e del filtro genitoriale assente.
E c'era chi, come i bambini stessi, inviava scenari scritti a mano e chiedeva il numero di telefono di Actarus.
AVVISO: non autorizzo in alcun modo l'utilizzo delle immagini presentate in questo post.




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