giovedì 1 febbraio 2018

Buon compleanno Alberto "Michel" Tadini: ecco la sua storia


In occasione del 66esimo compleanno di Alberto Tadini ripercorriamo la carriera del cantante che ha dato voce alla sigla Goldrake e scopriamo come il cantante di Caravaggio, promessa della musica leggera italiana, è diventato l'interprete di sigle di cartoni animati finendo poi con l'abbandonare una promettente carriera.

Con la trasmissione di Atlas Ufo Robot la sigla di apertura Ufo Robot (1978) diventa un enorme successo e raggiunge la quarta posizione in hit parade, diventando il diciottesimo singolo più venduto in Italia nel 1978 e superando l’ambito traguardo del milione di copie. La rai e la Fonit Cetra non riescono quasi a credere a questo straordinario successo e, per festeggiare l’evento, invitano gli autori di musica e testo Tempera e Albertelli a Roma per consegnare loro l’ambito Disco d’Oro che certifica il record di vendite. La cerimonia di premiazione avviene nel febbraio del 1979, in un ristorante dalle parti di Tivoli, durante una conferenza stampa organizzata dalla casa discografica alla presenza di Leone Piccioni (allora vice direttore generale della rai per la radiofonia e presidente della Fonit Cetra) e moderata da Pippo Baudo.[1]

Il successo è arrivato alla casa discografica pubblica grazie alle sigle musicali della serie di cartoni animati giapponesi Atlas Ufo Robot che, oltre a tenere inchiodati davanti ai teleschermi della Rete Due milioni di bambini, hanno scatenato polemiche e dispute tra i sociologi, politici, scrittori e giornalisti sulla “nocività” o meno delle avventure spaziali di Actarus e compagni. A beneficiarne sono stati comunque, soprattutto, gli autori della sigla, il paroliere Luigi Albertelli e il musicista Vince Tempera, il cantante Michel Tadini e la Fonit Cetra che della colonna sonora di Atlas Ufo Robot ha venduto un milione di dischi. Per questo il presidente della casa discografica Leone Piccioni ha consegnato il Disco d’Oro ai tre principali artefici di un successo che alla Fonit Cetra «non capitava – non ha esitato a ricordare Piccioni – da diversi anni». Allo stesso terzetto si devono anche le musiche di Goldrake, secondo ciclo televisivo delle avventure spaziali.[2]

rai e Fonit Cetra decidono a questo punto di cavalcare il successo di Ufo Robot e per la seconda serie commissionano al duo Albertelli-Tempera una nuova sigla che dovrà fare da traino addirittura a un 33 giri contenente una serie di canzoni dedicate ai vari personaggi di Atlas Ufo Robot. Anche per questa nuova sigla, che sarà intitolata semplicemente Goldrake (1978), Tempera e Albertelli hanno a disposizione poco tempo. Si decide così di rispolverare un progetto che era rimasto nel cassetto (e che era stato proposto addirittura a Mina!) e alle cui musiche Tempera aveva lavorato col chitarrista Massimo Luca:

La seconda sigla di chiusura Goldrake era un progetto musicale leggermente differente dalla versione che tutti conosciamo. La musica l’avevamo composta io e Massimo Luca e inizialmente era caratterizzata da un ritmo più lento, alla James Taylor. Il progetto era pronto a livello delle strofe e mancavano solamente gli incisi. Ci eravamo a quel tempo rivolti a diversi cantanti per proporla loro. L’avevamo proposta anche a Mina, ma tutti l’avevano rifiutata. Così è rimasta nel cassetto per un po’ di tempo fino a quando non è arrivata l’occasione di tirarla fuori. Dovendo infatti realizzare in brevissimo tempo la seconda sigla di chiusura del cartone animato rispolverammo questa musica cambiandone i tempi e rendendola più veloce. Aggiungemmo gli incisi e poi Albertelli completò il tutto con il testo che ben conosciamo.[3]


Mentre vengono completati musica e testo, è necessario decidere anche chi sarebbe stato il cantante. Tempera questa volta vuole affiancare al coro un solista e decide così di rivolgersi ad Alberto Tadini,[4] un giovane cantante di Caravaggio, in provincia di Bergamo, con cui aveva lavorato in precedenza e che al momento era senza contratto. Tadini aveva iniziato la carriera di cantante molto giovane. Aveva studiato canto e pianoforte e a 19 anni faceva già parte di un piccolo complesso chiamato Le Corde Felici. La sua grande occasione risale al 1971, quando partecipa al Festival di Sanremo insieme ai Gens di cui sostituisce il cantante storico Filiberto Ricciardi. Si tratta di un’edizione molto particolare perché ogni brano viene eseguito da due cantanti diversi. I Gens, abbinati ai Jordan & Middle of the Road, cantano una canzone di Giandiego Deriu e Vincenzo Barsanti intitolata Lo schiaffo (1971). Qui sotto trovate il video. Tadini ha solo 21 anni e gli sembra di vivere in una favola. È proprio a Sanremo che incontra Vince Tempera che gli propone di passare alla emi. Con Tempera nelle vesti di produttore, Tadini incide alcuni dischi da solista tra cui Sbagli (1975) sotto lo pseudonimo di Michel Tadini, nome che gli era stato affibbiato da Bruno Tibaldi, allora direttore artistico della casa discografica.


Conclusa l’esperienza alla emi, Tadini si unisce quindi ai Bobo Express, un’orchestra di Bologna in cui lavorano professionisti di un certo livello come Paolo Gianolio (poi chitarrista di Claudio Baglioni) e Fio Zanotti (arrangiatore di Adriano Celentano e Anna Oxa). Quando la carriera di Tadini sembra ormai indirizzata verso questo percorso, Tempera lo chiama per un provino per la sigla di Goldrake e Tadini accetta. Il provino ha esito positivo e il ragazzo di Caravaggio che sognava di diventare il nuovo Lucio Battisti si trova, quasi per caso, trasportato nel mondo delle sigle dei cartoni animati. Con i Bobo Express Tadini aveva avuto modo di capire quanto fosse importante il giusto abbigliamento e la coreografia, così si fa realizzare da una sartoria una tuta in tutto e per tutto simile a quella di Actarus, riciclando anche il casco da moto dello zio. Trasformato nel pilota-cantante di Goldrake, fa anche una fortunata apparizione nella trasmissione Discoring


Il mondo dei cartoni animati gli regala un successo incredibile (Tadini, infatti, vince il Disco d’Oro per Goldrake), ma finisce anche per segnargli in maniera indelebile la carriera. Ormai l’etichetta di cantante per bambini gli si appiccica addosso (come era già accaduto a Mal per Furia) e non riesce più a proporsi come interprete di musica leggera. Tutti gli vogliono affidare solo canzoni per bambini. Per questo, a soli 35 anni, lascia le scene, mentre il suo posto viene preso da Cristina d’Avena.[5] Come ha dichiarato lo stesso Tadini: «Gli preferivo Topolino, ma Goldrake mi ha distrutto».[6]






[1] M. Nicora, “Intervista a Vince Tempera”.
[2] Anonimo, “Vola la sigla Ufo Robot a un milione”, Corriere della Sera, 22 febbraio 1979, p. 20.
[3] Ibid.
[4] Su Tadini si vedano Anonimo, “Michel, la voce degli Ufo Robot”, Corriere d’Informazione, 5 gennaio 1979, p. 10; G. C., “Gli eroi di Ufo Robot hanno voce bergamasca”, tv Sorrisi e Canzoni, n. 1, 1979, p. 76; P. Filippone, “Così nacque la sigla di Goldrake”, tgcom24, 24 novembre 2008, http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/articoli/articolo433816.shtml?1; A. Dell’Orto, “Gli preferivo Topolino e Goldrake mi ha distrutto”, LiberoQuotidiano.it, 20 dicembre 2012, http://www.liberoquotidiano.it/blog/997018/-Gli-preferivo-Topolino-e-Goldrake.html.
[5] Tadini aveva fatto anche dei provini per la Numero Uno, la casa discografica di Lucio Battisti. Ritiratosi dalle scene, prima ha fatto il rappresentante di dischi per la Fonit Cetra, poi ha aperto un negozio di dischi integrato successivamente con il noleggio delle videocassette. Nel 2000 ha avviato un’agenzia immobiliare alternando l’attività con l’hobby della pittura.
[6] A. Dell’Orto, “Gli preferivo Topolino e Goldrake mi ha distrutto”, cit.

1 commento:

  1. è un po' triste leggere che le sigle Tv gli abbiano tarpato le ali. In realtà ha realizzato delle belle colonne sonore che ci hanno fatto fantasticare e che mai abbiamo dimenticato. Ha partecipato a Sanremo e insomma i rimpianti vanno riposti altrove, secondo me

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