domenica 3 maggio 2015

Bruno René-Huchez, Vittorio Balini, Berlusconi. Se Goldrake non fosse stato venduto alla Rai...

Oggi diamo ormai per scontato che Goldrake sia arrivato su Rete 2 in quel lontano 4 aprile del 1978, ma in pochi sanno che il robot più amato di sempre "ha rischiato", se così si può dire, di essere venduto alla Fininvest di Berlusconi. Chissà che cosa sarebbe successo se fosse andata così. Probabilmente non saremmo qui a parlare di Buonasera con Atlas Ufo Robot e Superman condotto da Maria Giovanna Elmi. Goldrake sarebbe finito nel palinsesto di Tele Milano 58, la rete "antenata" di Canale 5, magari programmato prima de I sogni nel cassetto di Mike Bongiorno e Fabrizia Carminati e non avrebbe avuto la sovraesposizione mediatica che solo una rete nazionale della TV pubblica avrebbe potuto garantirgli. La storia del suo successo sarebbe dunque stata profondamente diversa e magari oggi non saremmo qui a parlarne con la stessa enfasi e lo stesso entusiasmo. Ma come sono andate davvero le cose?

La pubblicità de I sogni nel cassetto condotto da Mike Bongiorno

Facciamo un salto indietro nel tempo e ritorniamo al 1977. All'aeroporto di Milano Linate è appena atterrato un volo proveniente da Parigi. Dalla scaletta scende una nostra vecchia conoscenza che, dopo aver espletato le procedure di sbarco e ritiro bagagli, sale su un taxi in direzione Principe di Savoia, l'hotel in cui ha prenotato una camera per il suo soggiorno milanese. Si tratta di Bruno René-Huchez, venuto nel capoluogo meneghino in occasione del MIFED, la Mostra Internazionale del Film, Telefilm e Documentario che proprio in quei giorni si sta svolgendo presso i padiglioni della fiera milanese. Nella sua borsa si intravedono una serie di cataloghi che pubblicizzano le serie animate di cui ha acquistato i diritti direttamente dal Giappone. La sua intenzione è quella di prendere contatti con le catene televisive italiane per proporre il suo catalogo e fare dei buoni affari.
Alla fiera sono presenti molti francesi tra cui una giovane biondina di nome Milou che lavora per TF1, il primo canale della TV pubblica francese, presente in fiera per vendere i propri prodotti. È lei che presenta Huchez ai suoi acquirenti che subito si mostrano molto interessati alle sue serie animate invitandolo a pranzo o a cena sperando di concludere con lui qualche buon affare.
Al MIFED si respira una grande frenesia. Il mercato televisivo italiano sta vivendo una frase di profondo cambiamento e il protagonista di tutto è Silvio Berlusconi, l'immobiliarista che ha saputo cogliere al volo le opportunità offerte dalle recenti evoluzioni legislative. Con la sentenza della Corte Costituzionale n. 202 del 28 luglio 1976 si è infatti superata la legge di riforma della Rai del 1975 ed  stata sancita la legittimazione a trasmettere via etere per le emittenti private in ambito locale. Un nuovo e potenzialmente lucrativo business che vede "Sua Emittenza" in prima linea.

Silvio Berlusconi e Mike Bongiorno ai tempi del loro sodalizio a inizio anni Ottanta

Lo stand di Berlusconi al MIFED è uno dei più gettonati. La fila per entrare è lunga e tra le persone in attesa Huchez scorge una signora di una certa età con dei grossi occhiali neri che aveva conosciuto la mattina stessa tramite la bionda Milou d TF1. La signora sta presentando le serie animate di Huchez a un uomo basso e un po' grassoccio con degli occhiali color oro che verosimilmente  uno dei responsabili delle TV di Berlusconi. Incuriosito da ciò che sta accadendo Huchez si avvicina a costui per spiegargli che le serie animate sono sue e la signora non ha alcun diritto né di presentarle, né di venderla. Huchez è giovane ed è la prima volta che si presenta al MIFED. Ancora non sa che, di fianco ad aziende e uomini d'affari onesti, l'Italia è piena di trafficoni e maneggioni pronti a cogliere ogni occasione pur di fare lauti guadagni. Bastano però pochi minuti perché se ne renda conto di persona. La signora, infatti, inizia a dire che lui le ha dato l'esclusiva! Al che due altre persone escono dalla fila sventolando i cataloghi che Huchez aveva dato loro poco tempo prima affinché li valutassero. In breve è il caos. Tutti urlano nella convinzione che basti alzare la voce per dimostrare le proprie ragioni. Huchez spiega all'uomo di Berlusconi che tutte queste persone gli hanno chiesto l'esclusiva per le sue serie animate, ma lui ha rifiutato. Queste hanno poi preso i suoi cataloghi e ora, evidentemente, stanno cercando di vendere qualcosa che non è di loro proprietà. Huchez, a questo punto, allunga all'uomo il proprio biglietto da visita e questi gli risponde in francese:

«Signore, io non vi conosco, ma voi siete francese e noi italiani. Noi vogliamo acquistare da un italiano. Quella signora mi sembra la migliore candidata. Per queste cose mettetevi d'accordo con lei»

Il logo di Telemilano 58. Da qui nascerà Canale 5

La signora sorride mettendo in bella mostra tutti i suoi denti lanciando qualche battuta al vetriolo al buon Huchez che però, con uno scatto improvviso, sorprende tutti, si riprende con un colpo di mano i suoi cataloghi e si dà letteralmente alla fuga inseguito dall'arpia. A quanto pare il MIFED è iniziato in maniera piuttosto movimentata... Huchez trova quindi rifugio in un bar dove sono soliti sostare numerosi francesi che passano il loro tempo senza fare nulla, invitati a Milano perché funzionari di una catena televisiva o di qualche organismo governativo e tuttalpiù impegnati a scambiarsi indirizzi su dove comprare il miglior Parmigiano o i maglioni di cachemire più a buon mercato.
Giusto il tempo di tirare il fiato e far perdere le proprie tracce prima di uscire e dirigersi verso l'ascensore per lasciare il capannone di cemento del MIFED e andare in un piccolo e tranquillo ristorante di Via degli Amedei per cenare.

Nell'ascensore ci sono una dozzina di persone, si sta un po' stretti e, come se ciò non bastasse, ecco che tutto si blocca e inizia lo psicodramma. La gente urla e un uomo abbastanza corpulento vicino a Huchez gli fa presente, in italiano e poi francese (Huchez gli dice che non capisce la nostra lingua), che una donna sta inveendo contro di lui con parole non proprio carine. Huchez si gira e vede di nuovo la donna dagli occhiali neri che lo aveva inseguito per il suo catalogo. L' arpia è ancora lì e non molla l'osso, anzi, si lamenta per aver perso l'opportunità di fare una vendita e paventa anche di chiedere i danni con gli interessi! Huchez racconta all'uomo cosa è successo, ma l'arpia non gli si stacca dalle suole! L'uomo allora, con la sua voce possente, interviene e manda la donna... a quel paese. Huchez gli dà il suo biglietto da visita e l'uomo gli domanda dove stia andando. In Via degli Amadei, risponde Huchez. Al che l'uomo replica:

«Anche io. C'è un piccolo ristorante". È là che sto andando e ti darò un passaggio con la mia macchina. Ci vuole un'ora d'attesa per un taxi!»

Chi è questa persona così gentile con Huchez? Si tratta nientemeno di Vittorio Balini, un ex bagnino di Ostia che negli anni Sessanta-Settanta aveva iniziato a comprare per un pezzo di pane le pellicole abbandonate nei magazzini di varie case cinematografiche ormai al tramonto o in fallimento e che ora sta facendo soldi rivendendole alle nascenti TV private che hanno bisogno di riempire i loro palinsesti. Con la sua Italfilm Export conclude affari anche con Berlusconi e sarà sempre lui, con la Olympus Merchandising fondata qualche anno dopo, a diventare uno dei principali protagonisti nel mercato italiano dei cartoni animati insieme alla Doro TV e alla ITB Broadcasting. Balini ha uno studio di doppiaggio e ha un enorme bisogno di serie TV, non importa di che tipo, per rivenderle poi a Berlusconi e il catalogo di Huchez fa proprio al caso suo.

La persona con gli occhiali d'oro che Huchez ha visto al MIFED è invece un certo Lozano, l'eminenza grigia di Sua Emittenza, nonché suo braccio destro per quanto riguarda gli affari con le televisioni. Balini e Huchez trovano subito un'intesa, anche perché Balini dice di voler pagare all'ordine, prima quindi di rivendere le serie a Berlusconi. Huchez pare ben intenzionato, ma preferisce comunque riservarsi il diritto di vendere alcune serie in maniera diretta e senza intermediazione. Il primo insomma vuole bruciare le tappe, mentre il secondo preferisce essere più prudente.

Nel frattempo i due sono giunti al ristorante, ma la serata, che doveva essere tranquilla, ben presto si anima in maniera inaspettata. Nella sala vicino a quella in cui Balini e Huchez hanno preso posto si sta festeggiando un matrimonio. Verso mezzanotte lo sposo si avvicina a Huchez e gli chiede di danzare con la sua giovane sposa. Un'usanza del suo paese, infatti, prevede che il marito non sarà mai... cornuto se la sua donna aprirà le danze con un francese. Huchez accetta e si lancia sulla pista ballando sulle note di un valzer e suscitando vigorosi applausi. Quando però Huchez fa per ritornare al suo posto ecco che arriva la madre dello sposo. Ora tocca a lei danzare con lui affinché suo figlio non sia cornuto. E dopo di lei tocca alla suocera e alle nonne... Insomma, prima che Huchez riesca a tornare al tavolo passa parecchio tempo, ma la sua esibizione non è passata certo inosservata. A un altro tavolo, infatti, Berlusconi e Lozano lo hanno notato mentre siedono parlottando fra di loro

Il giorno dopo, verso mezzogiorno, Huchez va a visitare lo studio di doppiaggio di Balini. I due vogliono diventare gli unici fornitori di Berlusconi e di tutte le altre TV private italiane, ma per fare questo bisogna creare una vasta rete di produttori giapponesi presso cui approvvigionarsi. Per fare questo Huchez intende utilizzare la sua società che ha recentemente ribattezzato IDD (International Droit et Divers) e che è pronta ad acquistare sia tramite la Marubeni, sia in maniera diretta.
Le basi per una fruttuosa cooperazione sono state gettate e Balini è consapevole di aver trovato la cosiddetta gallina delle uova d'oro. Per questo motivo non lascia solo Huchez neppure un secondo, portandolo prima a pranzo e poi all'hotel. Un modo un po'invadente per impedire che qualche altro acquirente possa avvicinare Huchez e soffiargli l'affare:

«La mattina dopo a colazione, Vittorio è ancora là. La colla!»

I due comunque si intendono bene. Sanno che Berlusconi è un abile affarista e cerca sempre di mettere i suoi fornitori in concorrenza per spuntare il prezzo più basso. Bisogna inoltre impedire che Lozano inizi a interessarsi direttamente al Giapponese. Per questo i due decidono di avere come unica fonte di approvvigionamento la Marubeni e di vendere ogni episodio delle serie animate al prezzo di duemila dollari. Su queste basi il successo dovrebbe essere assicurato. Balini e Huchez sono soddisfatti e quest'ultimo si dirige a Linate per ritornare in Francia. Balini lo accompagna fino all'ingresso dell'aeroporto. Non sia mai che qualche altro acquirente italiano si presenti proprio ora che tutto pare andare nel migliore dei modi!

Jacques Canestrier
Dopo il MIFED bisogna preparasi per un altro appuntamento importante: il MIP-TV di Cannes.
Se non che, proprio qualche giorno prima di quest'importante fiera, i piani di Huchez e Balini subiscono uno stop inaspettato. Jacques Canestrier, infatti, li ha preceduti e ha stipulato tra la Pictural Film, la RAI e la SACIS un contratto per la vendita di Goldrake e dei relativi diritti di merchandising per territorio italiano. Canestrier si è rivolto direttamente a Quintano, l'acquirente della RAI, senza informare preventivamente Huchez che stava invece trattando con Balini.
Inevitabile dunque che quest'ultimo, una volta appresa la notizia, vada su tutte le furie. La SACIS, secondo lui, farà grandi affari coi diritti derivati e non riverserà le royalties dovute. La collaborazione tra Huchez e Balini, dunque, subisce un brutto colpo ancora prima di partire ufficialmente. Ma i due avranno modo di rifarsi in seguito. Anche se Berlusconi cercherà di rompere questo sodalizio per lui molto oneroso.
Ma quando e come lo vedremo nella prossima puntata :-)

*** tratto dalle memorie di Bruno René-Huchez, Il ètait une fois... Goldorak

14 commenti:

  1. Interessante notare come Canestrier e Huchez parlino dello stesso periodo in maniera leggermente differente. :-) Libro delle memorie di Bruno acquistato :-) Bellissimo.

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  2. L' avevo letta accennata questa cosa di Berlusconi su un sito qualche anno in un commento ad un articolo, ma mi sembra strana. Telemilano58 sarebbe partita solo a fine 78 e di serie TV giapponesi sulle locali si sarebbe vista solo Kimba nella stagione 77-78 mi pare. Il boom mi pare ci sia stato dal 79 in poi li. Boh!

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    1. Lì'approccio di Balini risale al 1977, ma poi, come spiegato, è la RAI che si accaparra i diritti per trasmettere Goldrake a partire dal 4 aprile del 1978. A questo punto Balini e Huchez lavorano sulle altre serie che poi arriveranno in Italia su Telemilano a partire dal 1979

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