martedì 30 settembre 2014

Da UFO Robot Grendizer a Goldorak: l'arrivo in Francia (parte 4)

A risolvere in maniera definitiva questa situazione interviene l'allora PDG (Presidente e Amministratore Delegato) di Antenne 2, Maurice Ulrich cui erano pervenute voci contrastanti. Da un lato c'erano i favorevoli alla trasmissione, dall'altro chi ribadiva l'eccesso di patriottismo e razzismo che si concretizzava nella difesa della razza come esemplificato nel testo della sigla di apertura. Per fare il punto della situzione e, soprattutto, per capire quali fossero in realtà i termini della questione, Ulrich riunisce tutti i membri della direzione di Antenne 2 per guardare insieme a loro un estratto di un episodio di Goldorak. La proiezione lascia Ulrich piuttosto sorpreso. Il numero uno di Antenne 2, infatti, non trova nulla di pericoloso e razzista nel cartone animato e dà dunque parere positivo per la sua trasmissione. Goldorak è salvo, ma verrà trasmesso nel mese di luglio, quando i bambini sono in vacanza.  Una scelta di comodo che fa tirare un sospiro di sollievo a Canestrier che può dunque continuare nel suo lavoro di preparazione degli episodi e che mette al riparo Antenne 2 da un eventuale flop degli ascolti (luglio non è un mese strategico per lo share) e da critiche sui contenuti del cartone animato che, si ipotizzava, non sarebbe stato visto da molti bambini a causa delle concomitanti vacanze estive.

Maurice Ulrich

Superati tutti gli ostacoli Canestrier procede speditamente nella realizzazione dell'edizione francese di Ufo Robot Grendizer che lui stesso aveva nel frattempo ribattezzato semplicemente Goldorak perchè, a suo parere, il nome giapponese suonava male dal punto di vista fonetico. Per arrivare a questo nome aveva seguito un metodo piuttosto empirico. Aveva scritto su un foglio di carta i nomi di tutti gli eroi che gli erano venuti in mente: Drakkar, Zorro, Tarzan, Mandrake Goliath, Golem e Goldfinger, il cattivo protagonista del terzo film della serie ufficiale di James Bond, l’agente segreto 007, diretto dal regista Guy Hamilton nel 1964. Canestrier non sa spiegare perché avesse pensato anche a Goldifinger, ma questo nome gli piaceva in modo particolare e quindi aveva pensato di inserirlo comunque nella lista. Poi aveva lo stesso numero di sillabe di Grendizer e conteneva al suo interno il termine "gold", oro, un nome capace di evocare in grandi e piccoli, produttori o avventurieri, tutto il fascino connesso alla ricerca di un tesoro. A questo punto aveva provato a mescolare Goldfinger con Mandrake, l'eroe che più di ogni altro aveva amato durante la sua infanzia, ottenendo come risultato Goldanrak . É poi sua figlia Stéphanie, che all'epoca aveva solo otto anni, a trasformare Goldanrak in Goldorak, trovando il nome definitivo per il robot e il relativo cartone animato (che dunque non include nel titolo le parole Ufo e Robot presenti invece nell'originale giapponese).  

Michel Gatineau

Continua intanto il lavoro di adattamento che Canestrier aveva affidato a novembre del 1977 alla Interfilms, una società specializzata in doppiaggio nella quale un ruolo di primo piano era ricoperto da Michel Gatineau . Famoso attore di cinema negli anni Cinquanta e Sessanta (aveva interpretato pellicole come Le repos du guerrier nel 1961, Le Buffeur e Martin Soldat di Michel Deville) e interprete di teatro (aveva recitato in opere come Bérénice e La Chanson du Prince), Gatineau si era poi dedicato al doppiaggio soprattutto a partire dagli anni Settanta dopo l'incontro con Jean-Pierre Steimer allora proprietario proprio della Interfilms. Voce di attori famosi come Michael Landon, il Charles Ingalls protagonista de La Petite Maison dans la prairie (in Italia La casa nella prateria)  e Horst Tapper, il famosissimo Ispettore Derrick , Gatinenau diventa il direttore del doppiaggio di Goldorak, nonché la voce francese del Dottor Umon/Procyon. Puntiglioso e attento, insieme a Steimer a sua moglie Roland decide di avvalersi della collaborazione di grandi nomi della commedia francese per dare voce ai personaggi di questo nuovo cartone animato.  

Daniel Gall

Ingaggia dunque Daniel Gall (Daisuke Umon/Actarus), Jane Val (Hikaru Makiba/Venusia), Marc de Georgi (Blacky/Hydargos) e altri ancora creando uno staff di grandi professionisti  che ha contribuito non poco alla caratterizzazione e al successo di Goldorak. 
Il primo passo compiuto in fase di adattamento è quello di operare una vera e propria decontestualizzazione culturale eliminando nel cartone animato qualsiasi riferimento al Giappone in modo tale da non presentare elementi che potessero risultare incomprensibili al pubblico francese creando così una sorta di mondo alternativo a quello nipponico. Una scelta questa che ha comportato tutta una serie di rimaneggiamenti e di tagli ben precisi alle pellicole originali. 

Jane Val è stata anche la doppiatrice di Alison Arngrim la Nellie de La Casa nella Prateria

Vengono innanzitutto eliminati quei fotogrammi in cui appaiono degli ideogrammi giapponesi utilizzati, ad esempio, per presentare un nuovo personaggio, un luogo o un mostro di Vega, ma non solo. Sono cancellate anche quelle immagini di scena che si trovano su alcune porte piuttosto che su determinati cartelli. Vengono eliminati anche i titoli originali di ogni episodio sostituiti da un'immagine fissa e annunciati direttamente dalla voce solenne di Gatineau che esordisce con la celebre frase "Aujourd'hui, Goldorak dans...". Ogni episodio originale conteneva poi in coda una breve sequenza di circa trenta secondi che anticipava il contenuto e il titolo di quello successivo tramite una voce narrante in lingua giapponese che nella versione francese viene completamente tagliata. 

Un'operazione analoga viene svolta anche a livello dei dialoghi con il doppiaggio francese che in alcuni casi differisce, anche in maniera sensibile, da quello giapponese cambiando in maniera netta il senso di determinate scene. Nella versione francese per esempio, il robot Goldorak viene definito come una creazione di Vega, mentre in quella originale la sua costruzione prima viene attribuità a una sorta di collaborazione tra Vega e Euphor, il pianeta d'origine di Actarus (episodio 2) per poi divenire (dall'episodio 25) una creazione di Euphor, nonchè il suo "Dieu protecteur". Oppure il fatto che, nell'episodio 27 Venusia diventi più combattiva a causa della trasfusione effettuata con il sangue alieno di Actarus è una trovata esclusiva della versione francese non presente in quella originale. Gli esempi in questo senso sono numerosi e hanno riguardato anche l'inserimento di alcuni dialoghi in cui i personaggi pregano Dio aggiungendo un elemento religioso estraneo alla versione giapponese, ma probabilmente più familiare per il background culturale dei telespettatori francesi.

L'eliminazione di ogni riferimento alla lingua e alla società giapponese non poteva però essere totale dal momento che nel cartone animato ci sono intere scene che rimandano alle usanze tipiche di questa cultura (come nell'episodio 14 in cui i protagonisti festeggiano il Capodanno nel tradizionale kimono). Non era dunque possibile ambientare Goldorak in Francia. Per questo motivo gli adattatori scelgono di ambientare tutta la vicenda in una zona non meglio precisata della Terra. Una scelta a tratti paradossale perché le immagini riferite al Giappone sono inequivocabili, ma va sottolineato che, all'epoca, la conoscenza del paese del Sol Levante non era certo quella che abbiamo noi oggi aiutati anche da tutti i mezzi di comunicazione di cui disponiamo. La diretta conseguenza è quella di reinventare tutti i nomi dei luoghi e dei personaggi creando dei veri e propri neologismi non privi comunque di un certo fascino poetico e, fatto molto interessante, spesso ricchi di un surplus di significato. Tōkyō diventa così Perlépolis, la fattoria della famiglia Makiba viene chiamata Ranch du Bouleau Blanc, la base lunare di Vega diventa il Camp de la Lune Noire e così via.  Il tutto cercando sempre di trasformare gli elementi del cartone animato in qualcosa che sia più familiare per il pubblico francese. Non è dunque un caso se, per quest'operazione, si preferisce trarre ispirazione dall'astrologia piuttosto che dalla mitologia antica o dalla tradizione cristiana, elementi decisamente più distintivi e tipici della cultura occidentale.

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